Alla scoperta di Lecce.

Mangia, prega (di non ingrassare troppo) e ama.

Si dice che nessun posto è come casa propria. Così, dato che qui a Milano la bella stagione tarda ad arrivare, ho pensato di evadere dal grigiore e di portarvi con me nella mia soleggiata città, Lecce.
E di darvi qualche tips & tricks per lasciarvi ammaliare da questo piccolo angolo di paradiso di cui, sono sicura, vi innamorerete.

Qui avete già potuto dare una sbirciatina, ma adesso è arrivato il momento di esplorare meglio questa città.

Come arrivare

L’Aeroporto più vicino a Lecce è quello di Brindisi – Papola Casale (conosciuto anche come Aeroporto del Salento), distante dalla città circa 40 minuti in auto.
Se non avete voglia di prendere la macchina però, potrete raggiungere il centro della città anche con uno dei tanti autobus che partono ogni giorno di fronte al Terminal arrivi dell’Aeroporto.

Giunti a destinazione, potrete iniziare a scoprire la città comodamente a piedi o in bicicletta.

Cosa vedere e dove mangiare a Lecce

PIAZZA SANT’ORONZO 

Partiamo dal cuore di questa città barocca. Fino alla prima metà del ‘900 l’aspetto di Piazza Sant’Oronzo era totalmente differente in quanto non era ancora stato messo in luce l’Anfiteatro Romano.
Le operazioni di recupero iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi e si protrassero sino al 1940.

Attualmente è possibile ammirare solo 1/3 dell’intera struttura: il resto infatti è ancora nascosto nel sottosuolo della piazza.

Piazza S.Oronzo Lecce
Piazza S.Oronzo | © Cosimo Quarta

Ma prima di continuare, procacciamoci del cibo!

COLAZIONE: per iniziare infatti la giornata con la giusta carica, a pochi metri da piazza S. Oronzo, è obbligatoria una visita al bar Alvino.
Qui potrete gustare molte specialità tipiche: per gli amanti del dolce, vi consiglio di puntare sul pasticciotto leccese. Per chi preferisce una colazione salata invece, optate per un rustico. Non ve ne pentirete!

 

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Colazione da Alvino | © Avventurina

A stomaco pieno va decisamente meglio direi!

Dunque, dove eravamo?

Al centro della piazza troviamo anche il Palazzo del Seggio, meglio noto come Sedile (risalente alla fine XVI secolo) le chiese di San Marco e Santa Maria delle Grazie.

Troneggia poi la colonna di Sant’Oronzo: sul fusto di età romana è posta la statua del protettore in atto di benedire la città, realizzata in legno ma rivestita di rame.

Curiosità: sul pavimento della piazza è possibile notare 
il mosaico della Lupa,
che rappresenta la Città di Lecce ai piedi del leccio.
La leggenda narra che calpestarla 
porti grande sfortuna,
quindi attenzione a dove mettete i piedi!

 BASILICA di SANTA CROCE

Proseguiamo verso la Basilica di Santa Croce, massima espressione del Barocco di Lecce. Imponente e sfarzosa, è ricchissima di dettagli sulla facciata che la rendono uno dei capolavori architettonici della città.

Prima di addentrarvi all’interno, fermatevi un momento e guardate in alto: lo splendido rosone vi lascerà a bocca aperta.

Curiosità: sono attualmente ancora in corso
lavori di restauro ma sarà possibile vedere 
un assaggio del risultato finale. 
Come? 
Semplicemente prenotando tramite sito web
(qui),
Qrcode, o presso gli info point turistici della città, 
la propria visita guidata gratuita (durata ca. 20 minuti).
santa croce lecce
Chiesa di Santa Croce | © Avventurina

PRANZO: se la cultura inizia già a mettervi fame, a due passi dalla Basilica di Santa Croce, troverete dei gazebo che vi indicheranno la giusta via.
I locali sono tutti molti validi ma il mio consiglio è di fermarvi da Mamma Elvira.
Tra le tante proposte, lasciatevi assolutamente tentare dalla vasta selezione di vini locali (più di 200 etichette di vini pugliesi) e anche dalle loro fantastiche friselline all’olivotto con pomodorini. Io ne vado matta!

 

mamma elvira lecce
Dettagli Mamma Elvira | © Avventurina

 PIAZZA DUOMO

Pronti per una camminata? Ripercorrete la strada a ritroso: poco distante da Piazza Sant’Oronzo infatti, situata nel cuore di Lecce vecchia, troverete Piazza Duomo, realizzata dagli architetti Giuseppe Zimbalo, Giuseppe Cino e Mauro Manieri. La piazza è chiusa su tre lati e dispone di una sola entrata all’incontro tra Via Giuseppe Libertini e Via Vittorio Emanuele II.

Qui si ergono il Duomo con il suo alto campanile di 72 metri, il Palazzo Vescovile e il Seminario. 

duomo lecce
Vista piazza Duomo da Syrbar | © Avventurina

SNACK: se volete riposare le gambe e stuzzicare qualcosa, vi consiglio sicuramente il bar Syrbar. Se riuscite ad accaparrarvi un tavolino vicino la finestra, potrete inoltre continuare a godere della magnifica vista sul Duomo.
Piccolo ma accogliente, questo bar saprà soddisfare ogni vostro desiderio.

Curiosità: proprio a fianco al Syrbar,
gli amanti della cancelleria,
troveranno la loro felicità.
Si tratta della cartoleria Pantheon
in cui potrete trovare souvenir,
borse realizzate a mano,
diari di viaggio
e tantissimi accessori per la scrittura.
Vi sfido ad uscire senza 
comprare nulla!

Cartoleria Pantheon Lecce
Cartoleria Pantheon | © Avventurina

CHIESA di SANTA CHIARA 

Pronti per ripartire con le esplorazioni?

Bene, parliamo ora della Chiesa di Santa Chiara. Costruita nel 1429, non fu mai portata a termine, ma risulta evidente in ogni caso lo stile sfarzoso e ricco di dettagli.
Al suo interno è conservato un organo settecentesco, altari risalenti al Seicento e numerose opere d’arte.

Pit-stop obbligatorio è poi nella piazzetta omonima, luogo di ritrovo per i residenti e turisti, da cui ripasseremo per dirigerci a cena.

Chiesa di Santa Chiara | © Avventurina

TEATRO ROMANO

Passiamo a qualcosa di un po’ meno conosciuto: da non confondere con l’anfiteatro di cui abbiamo parlato prima, il Teatro Romano è un po’ più nascosto (per trovarlo, seguite la strada che fiancheggia il lato sinistro della Chiesa di Santa Chiara) ma altrettanto bello.

Fu casualmente scoperto nel 1929, durante alcuni lavori eseguiti nei giardini di due palazzi storici della città. Gli scavi portarono alla luce un’arena dal diametro di 19 metri che pare potesse ospitare fino a 5.000 spettatori.

Oggi è possibile visionare il teatro dall’esterno o partecipare ai numerosi spettacoli ed eventi che si tengono al suo interno in orario serale.

Teatro Romano | © Cosimo Quarta

 EX- CONVITTO PALMIERI 

Altro gioiello leccese è sicuramente il Convitto Palmieri. Nel 2016 sono terminati i lavori di restauro, permettendo di ammirare incredibili sale lettura multimediali, un grande giardino e moltissimi cortili e chiostri.

Curiosità: alcune scene del famoso film «Mine Vaganti»
di Ferzan Özpetek,
sono state girate proprio qui.
convitto palmieri lecce
Ex – Convitto Palmieri | © Avventurina

Ci siete ancora? Iniziate a sentire un po’ di languorino? Eccovi serviti!

CENA: imboccando la c.d ” via dei pub” (vale a dire via Federico D’Aragona) adiacente piazzetta Santa Chiara, avrete l’imbarazzo della scelta.
Ma sempre nell’ottica di assaporare i piatti del territorio, la scelta ricade per me su Nonna Tetti.
A prezzi economici, questa trattoria in pietra leccese vi offre un menù semplice ma ricco di tradizione: fave e cicorie, ciceri & tria, mozzarelle fresche e pasta fatta in casa, il tutto accompagnato dal vino della casa (occhio però, è bello forte!)

 EX- CONSERVATORIO di SANT’ANNA

Se siete arrivati fin qui senza rotolare per il troppo cibo, sono fiera di voi!
Che ne dite di perdervi tra le tipiche vie di questa città e fare una passeggiata? In 10 minuti potrete raggiungere una meta un po’ di nicchia.
Il palazzo dell’Ex Conservatorio di Sant’Anna, attiguo all’omonima chiesa, costituisce uno dei tanti tesori nascosti della città.

La Chiesa e il Conservatorio di Sant’Anna sorsero entrambi nel XVII secolo per volontà di una nobildonna leccese, Teresa Paladini, con lo scopo di accogliere le nobili signore che amassero ritirarsi a vita privata.

ficus lecce
Dettagli Ex – Conservatorio Sant’Anna | © Avventurina
Curiosità: nel suo cortile,
percorrendo la prima stradina a destra dopo la chiesa,
si può ammirare l’albero più bello e imponente della città.
Un magnifico ficus plurisecolare
che abbraccia letteralmente con i suoi rami
tutto il lato posteriore dell'edificio.

DRINK: se per voi la notte è ancora giovane e volete vivere a tutto tondo l’esperienza leccese, dovete fermarvi assolutamente per un cocktail nel mitico street bar Quanto Basta: 37 metri quadri (in via Paladini) ideati “su misura” da Diego Melorio e Andrea Carlucci nel 2013.

Professionali, originali, un concentrato di energia e sempre attenti alla qualità, nel 2015 il loro locale viene eletto miglior cocktail bar d’Italia.
E non fatevi intimorire dalla fila: sarà scorrevole e il vostro palato vi ringrazierà, garantito!

Qb a Lecce | © Quanto Basta

LE PORTE DELLA CITTÀ

Concludiamo il nostro tour uscendo proprio dalle porte della città: in principio erano 4, degli ingressi virtuali che rappresentavano i confini della città.
Una di queste però, la Porta di S. Martino, è andata distrutta nell’Ottocento e non vi è rimasta alcuna traccia.
Le altre tre porte ancora in “in vita” sono: Porta Rudiae, Porta Napoli e Porta S. Biagio.

^ Porta Rudiae era sorta nel ‘400 ma quella che vediamo oggi fu ricostruita in seguito ad un crollo nel 1703.
In cima troviamo la statua di Sant’Oronzo e i busti dei fondatori della città.
Il suo nome deriva dall’insediamento romano di Rudiae, appunto.

^ Porta Napoli fu eretta nel 1548 su modello di un arco di trionfo romano.
Al di là della porta si trova un imponente obelisco commemorativo.
L’area adiacente a Porta Napoli è stata interessata da scavi archeologici, condotti dall’Università del Salento, che hanno messo in luce differenti sepolture ricche di corredo funebre di età messapica.

^ Porta San Biagio è forse la più elegante di tutte, con le sue colonne lisce e l’iscrizione latina.
Apre la via alla famosa “via dei pub” citata prima.

Porta S. Biagio Lecce
Porta S. Biagio | © Cosimo Quarta

Conclusioni

Arrivati a questo punto vi lascio un ultimo prezioso consiglio: per apprezzare davvero Lecce vi raccomando di alzare spesso lo sguardo nel corso delle vostre passeggiate, perché tanti piccoli tesori sono proprio poco più in alto: balconi colmi di fiori, capitelli finemente decorati e gli innumerevoli dettagli in pietra leccese, meritano assolutamente di essere visti.

PS. Ve lo avevo anticipato qualche giorno fa ma…avevate notato che oggi sul blog abbiamo avuto anche un ospite?
Grazie ancora Cosimo Quarta per aver messo a disposizione alcuni tuoi bellissimi scatti. Se volete vedere altre foto della città di Lecce, correte a seguire il suo profilo Instagram.

Lecce
Scorci leccesi | © Cosimo Quarta

Conoscevate già i luoghi e i locali che vi ho nominato?
Se volete avere altri consigli, lasciatemi un commento qui sotto e sarò felice di aiutarvi 🙂

Spero che questo post sia utile per la vostra prima (o prossima) volta a Lecce.

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Allora, avete già prenotato la vostra vacanza leccese?

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