Mettersi alla prova con il libro “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

Supera i tuoi limiti in 10 minuti.

Ogni volta che leggo un libro, mi piace trovare quella frase che sembra essere stata scritta apposta per me. Inizi, giri le pagine e all’improvviso è lì, nero su bianco: l’autore che beffardo ti dice quella verità che proprio non vorresti sentire, o un personaggio ti sussurra una frase che diventa il segno che aspettavi.

Ecco perché vorrei iniziare questo blog proprio con un libro che potrà darvi qualche informazione su di me e che magari ispirerà anche voi. Perciò, che voi siate degli inguaribili abitudinari o dei temerari in cerca di sfide, vi dico perché dovreste assolutamente dare una chance al libro «Per dieci minuti» di Chiara Gamberale.

In breve

Improvvisamente Chiara perde quelli che ha sempre considerato i suoi punti fermi: il lavoro, il marito e l’unico luogo che possa davvero chiamare «casa». Un periodo no insomma, da combattere secondo la sua psicologa, con un curioso esperimento: ogni giorno per un mese intero, per almeno dieci minuti, dovrà cimentarsi con una cosa mai fatta prima, anche apparentemente insignificante. I risultati potrebbero davvero sorprenderla.

Così un colore folle di smalto, un azzardo in cucina o imparare a guidare la macchina, faranno capire a Chiara che: 

«il meglio della vita sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano».

Perché leggerlo quindi:

1.) È leggero, divertente e vi terrà compagnia

2.) Ci sono parti del libro in cui tutti si possono identificar

3.) Vi può aiutare a superare alcuni limiti che nella vita ci imponiamo, spesso senza volerlo.

Le mie sfide

In fondo, mi sono detta, cosa sono dieci minuti? Perciò, più andavo avanti e più mi rendevo conto che volevo provare anche io questo gioco, e ho deciso di crearne una mia versione più «soft».

MINUTI: almeno 10

DURATA: si parte con 1 giorno a settimana per un mese

COSA FARE: non ci sono limiti, basta che sia una novità

GIORNO D’INIZIO: sabato, perché non si inizia mai 
nulla di lunedì, è risaputo.
Quante promesse di dieta - iscrizioni in palestra
attendono ancora di uscire da quel limbo?
Appunto.

Ecco quindi cosa è successo nel mio mese.

1°: IL SUSHI

Decido di partire dal mio ristorante di sushi di fiducia, perché va bene la novità, ma nessuno vuole provare l’ebrezza di un’intossicazione da pesce crudo: la vera sfida questa volta quindi, è stravolgere l’abitudine di ordinare sempre gli stessi piatti.

Sarà che è più facile così o che la paura di restare delusi da un piatto è dietro l’angolo, ma io a volte imposto il pilota automatico per ordinare. Ditemi che non sono l’unica, vi prego!

Da amante del salmone, in dieci minuti decido di cambiare rotta e mi butto sugli hosomaki di tonno e perché no, anche su quella cosa spaventosa che sembra una medusa (nb. è semplice branzino).

Così quando arrivano i piatti, mi sento come una bambina di 5 anni, entusiasta ma anche timorosa davanti alla novità.

Il verdetto è abbastanza positivo ma devo ammettere che le meduse continuano a non godere della mia simpatia.

2°: FENG-SHUI

Mi dispiace deludervi ma no, questo non si mangia. Per chi se lo stesse chiedendo, il feng-shui è un’antica disciplina basata sulla filosofia cinese, secondo cui la sistemazione della nostra casa, i colori ed i materiali usati incidono sul nostro benessere ed equilibrio fisico.

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Mi metto subito all’opera: sposto il letto contro il muro, poi vicino la finestra. La cassettiera al posto dell’armadio, appendo foto e cartoline di viaggi passati che mi ero sempre ripromessa di sistemare. E poi continuo con le lampade, comodino e scrivania e tutto quello che mi capita a tiro.

Spinta da una grande autostima nei miei confronti, decido di ignorare la mia totale mancanza di pollice verde e compro perfino una pianta grassa (così forse riuscirò a non farla fuori).

Mi guardo intorno ed è tutto diverso, ma non mi dispiace per nulla.

Energia positiva, vieni a me!

3: CAFFÈ SOSPESO

Impossibile non averlo sentito nominare almeno una volta. Il caffè sospeso è un’abitudine che si usava nei bar di Napoli: quando una persona era particolarmente felice perché aveva qualcosa da festeggiare oppure perché aveva iniziato bene la giornata, beveva un caffè e ne pagava due, per chi sarebbe venuto dopo e non poteva pagarselo.

So già che potrei essere guardata malissimo dalla signora del bar quando le spiegherò a grandi linee le mie intenzioni, ma fa parte del gioco, e così ci provo.

Rientro però in una rara e ristretta cerchia di persone che non bevono caffè, perciò compro per me un cornetto (la dieta tanto inizia lunedì, giusto?) e lascio un sospeso ad un coffee-addicted misterioso.

4°: CROSSFIT

Ho praticato equitazione a livello agonistico per 18 anni, ma questa tappa è stata una vera sfida per me. La scorsa estate un mio amico istruttore di CrossFit, tentò invano di convincermi a provare. Ho sempre pensato che non facesse per me e ammetto che quei versi sovrumani dopo lo sforzo di un sollevamento, mi hanno sempre fatto un po’ ridere.

Poi di nuovo pochi giorni fa, la mia coinquilina mi raccontava entusiasta della sua esperienza con questa disciplina.

Una congiura? Probabile, ma indovinate un po’ dove si va?

Inizia la lezione introduttiva e la coach spiega i movimenti base ed alcuni esercizi. Intanto un tipo vicino a me pieno di tatuaggi e super muscoloso, inizia a sollevare quello che a me sembra un mammut.

Benissimo.

Per la successiva ora mi ritrovo a sollevare piccoli pesi, saltellare sul box come una cavalletta e fare push up (che a malincuore scopro non essere un reggiseno). Ero entrata timorosa e impacciata e sono uscita sudata e con una carica assurda in corpo.

Il giorno dopo non riuscivo neanche a scendere le scale, ma questa è un’altra storia.

5°: ONLINE

La mia ultima «prima volta» del mese è quella che più mi spaventa. Ho sempre scritto solo per me, ma non mi sono mai esposta.

Aspetto dieci minuti. E poi altri dieci. E dieci ancora. I minuti diventano ore e alla fine giorni. Questa sì che è una novità spaventosa e mi sembra di non farcela a premere su «pubblica». Rinuncio?

add post 10 minuti

Poi improvvisamente mi torna in mente una frase che Chiara ha inserito nel libro, forse per dare coraggio proprio a me:

«O dentro o fuori. Ma se sei sulla porta mi blocchi il traffico».

E così lo faccio davvero, non voglio bloccare nessuno, tantomeno me stessa.

Si comincia.

Conclusioni

Nel mese trascorso ho realizzato quanto il nostro più grande ostacolo da superare siamo proprio noi. Diamo la colpa al tempo, troppo o troppo poco a disposizione, ma in realtà ci ritroviamo spesso a preferire l’abitudine alla novità per paura, rinunciando così alla possibilità di aprirci al cambiamento.

Ma a volte in fondo, bastano solo 10 minuti per dare inizio ad una rivoluzione.

E voi che cosa fareste nei vostri 10 minuti? Fatemi sapere se leggerete il libro, se deciderete di cimentarvi in questo gioco e quali saranno le vostre sfide personali.

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