Un anno dopo

Un anno dopo

10 Aprile 2019 0 Di

Eccoci qui, un anno dopo.
Un anno pieno di avventure, racconti e confidenze.
Di nuove conoscenze, di affetto e sostegno da tantissime persone.
Un anno di salti nel vuoto.

Cliccando sulle pagine About me e Ces petits riens avete accesso a qualche informazione, ma oggi non è un giorno qualsiasi: oggi è il 1° compleanno di Avventurina e per festeggiare ho pensato di ritornare indietro a circa un anno fa, a quando tutto ha avuto inizio.

 

 

 10 Febbraio 2018

Leggo un articolo di una ragazza che collabora saltuariamente con una rivista.
L’articolo è semplice, scorrevole, divertente.
Mi ritrovo un po’ nella sua scrittura e ci penso.
Non mi conosce nessuno al di fuori di questa stanza, ho sempre scritto solo per me però magari potrei farlo anche io.
Scrivere così intendo.
E questo pensiero si insinua lentamente nella mia testa.
Faccio una ricerca e finisco nella sezione “collabora con noi” del periodico, che come però scoprirò solo dopo, è una specie di forum in cui nessuno scrive all’incirca dall’anno 1000.
Ti fanno compilare una serie di informazioni ed inviare un articolo di prova.
Sembra facile e con un nodo alla gola ci provo.
Arrivo al punto di cui sopra, dove scopro la fregatura.
Mi incazzo non poco, ma ormai dentro di me è cambiato qualcosa, si è acceso come un fuoco che non posso spegnere.

17 Febbraio 2018

Non mi perdo d’animo e contatto direttamente la rivista.
Due giorni dopo gentilmente mi rispondono che al momento non sono alla ricerca di nuovi collaboratori ma che posso inviare comunque il mio articolo di prova in redazione.
Si ok, so cosa state pensando: “ehm lo vedi Giulia, non cercano collaboratori e probabilmente il tuo articolo si perderà tra atri mille e non lo leggeranno mai, quindi hai sprecato solo un sacco di tempo”.

Ricordo ancora quando raccontai di questa cosa ad M., noi due seduti in un locale di Milano, pronti ad addentare il nostro hamburger preferito.
Avevo ricevuto quella che poteva sembrare l’ennesima delusione ed invece no: io ero felice.
E lui – ovviamente – ha capito subito.
Non era stata la risposta in sé a farmi sorridere ma il fatto che io avessi messo da parte la mia timidezza e mi fossi buttata ed impegnata tanto per qualcosa, a prescindere da quello che avrebbero potuto dirmi.
E che – soprattutto – avessi ripreso finalmente a scrivere, dopo quasi un anno buio e pieno di un silenzio assordante.
Semplicemente la gioia, l’emozione, l’elettricità e le notti insonni che avevo passato per scrivere quell’articolo, mi avevano fatto sentire bene, finalmente con un obiettivo, con un progetto per il mio futuro.

1 Marzo 2018

Dopo aver passato gli ultimi giorni di Febbraio in montagna con amici, al mio rientro non ho più dubbi: voglio scrivere, fare un altro salto nel vuoto, risentire quell’adrenalina ancora e ancora.
Potrei effettivamente inviare il materiale in redazione.
Oppure…
E se invece aprissi un blog tutto mio?
Potrei scrivere rimanendo me stessa, con le mie regole.
Ma alt, problema! Io e la tecnologia non andiamo minimamente d’accordo.
Ok Giulia respira, niente panico, puoi farcela (ma da dove spunta tutta questa autostima?)

Mi metto a lavoro, faccio in 1 ora quello che una persona normale farebbe in 10 minuti ma non importa.
Parlo per la prima volta a voce alta di questa idea ad un’amica, per capire o meno se funziona solo nella mia testa.
E così il pomeriggio diventa sera, il the viene sostituito da due cartoni di pizza e si continua a parlare.
Guardo tutorial su YouTube, dopo ore capisco come inserire delle strisce di codice e mi sento il migliore degli hacker.
Mi appoggio ad una piattaforma gratuita ma alcune cose non sono come le vorrei.
Uff forse mi dovrò accontentare.
E soprattuto: come lo chiamo questo blog?
C’è questa espressione francese che mi piace un sacco, “ces petits riens”: la bellezza di quelle piccole cose che sono invece tutto, come la scrittura è per me.

Dubbi.
Molti dubbi.
Infiniti dubbi.

Ho paura che non si riesca a capire bene quello di cui vorrei parlare, che sia troppo difficile da googlare.
Troppo complicato in generale.
Ed io invece voglio una cosa semplice, che mi rappresenti.
Ci provo comunque ed il 20 Marzo la cosa inizia a prendere davvero piede.

 

Magari lo saprai solo tu e faremo finta di niente. | ©Avventurina

4 aprile 2018

I giorni passano, le cose continuano ad andare avanti ma adesso in una direzione diversa.
Sono quasi arrivata in montagna per gli ultimi 3 giorni della stagione: destinazione Bormio.
In macchina i miei dubbi sul nome si fanno insistenti.
Arrivata in hotel ne parlo per la prima volta con mia sorella ed anche lei è perplessa.
Insieme ragioniamo, tirando fuori assurdità.
Poi sedute a gambe incrociate sul letto, finalmente nasce l’idea.
In quel nome c’è tutto quello che cerco e soprattuto, c’è il mio cuore.
E quando si scrive con il cuore, secondo me si vede.
Due giorni dopo lo comunico anche alla mia migliore amica in attesa della definitiva approvazione.

Il mio cuore nel blog | © Avventurina

 

8 Aprile 2018

Ho un po’ di soldi da parte guadagnati facendo ripetizioni, così decido di crederci davvero in questo progetto e di investirli qui.
Non mi voglio accontentare, questo blog lo voglio costruire pezzo per pezzo con le mie mani.
In un attimo abbandono la piattaforma gratuita e mi sposto su quella attuale, acquisto il mio hosting WordPress ed anche il dominio per il nome: www.avventurina.it, seppur in modalità privata ed ancora invisibile agli occhi della rete, nasce ufficialmente a tutti gli effetti proprio in questo giorno!
E come mi viene suggerito: è ora di essere creativi 🙂

10 Aprile 2018

La mattina del 10 Aprile si presenta più o meno così.
Io in pigiama ed in condizioni pietose, fuori piove insistentemente da quando sono rientrata, il frigo vuoto a parte dell’ananas che mi ha tenuto in vita negli ultimi due giorni.
Benissimo direi.
Poi tolgo la modalità invisibile, pubblico il mio primo articolo e sgancio la bomba.
È fatta: sono online.
E da quel momento succede questo.

 

10 Aprile 2019

Eccoci qui, un anno dopo.
Con la stessa adrenalina in corpo, con la stessa voglia di raccontare ma con un po’ di consapevolezza in più.
Qui in questo spazio web, dove mi sento a casa.
Dove ho messo tutta l’energia e la creatività e la paura e la voglia di fare qualcosa di bello.
Ed oggi, un anno dopo, non posso far altro che dirvi grazie.

Grazie ad ogni singola persona che è approdata su queste pagine e che spende anche solo un minuto del suo tempo a leggermi e a condividere questi articoli sui social (ché forse può sembrare stupido, ma ogni vostra condivisione aiuta questo blog a crescere ogni giorno un po’ di più).
Grazie a coloro che hanno parlato di questa pagina a qualcun altro allargando questa piccola famiglia, ai lettori più attenti che mi fanno notare quando c’è un errore nel testo, a chi ha usato i miei consigli di viaggio o è andato a comprare un libro dopo aver letto qui la recensione.
Grazie dal profondo del cuore a chi mi ha scritto e continua a farlo per farmi sapere che crede in me, in questo blog, in questo salto nel vuoto.

Ed infine, anche se li avete visti di sfuggita in questo o in altri articoli, non posso che spendere ancora due parole per loro, 4 nomi che in particolar modo in questo folle anno sono stati fondamentali.

Alessia, il mio porto sicuro scoperto a Milano, la primissima a cui ho mostrato questo progetto ancora grezzo, che si è sorbita la mia inadeguatezza tecnologica portata a livelli estremi e che mi ha accompagnata in questa avventura con mille consigli sul futuro e con le nostre chiacchierate davanti ad infinite tazze di the.

Paola, la mia migliore amica da 11 anni, compagna di colazioni romane e di confidenze notturne, l’artista che sa parlarmi anche con dei messaggi vuoti, che mi tiene la mano nei momenti di ansia e di felicità e che mi spinge ad essere sempre coraggiosa.

Virginia, mia sorella, la mia confidente, il mio tutto, ascoltatrice di scleri e risate senza fine, bassotto-addicted, la persona per cui vorrei essere un esempio, la mia piccola guerriera e forza della natura, la fantastica ideatrice dei loghi della pagina Facebook di Avventurina.

Matteo, il mio cuore, che mi capisce con un semplice sguardo e conosce tutte le mie risate (anche quella a tartaruga), che mi ha vista quando ero invisibile e che ha sempre creduto in me quando nemmeno io ci credevo, che mi ha regalato il quaderno dove sono nati tutti i primi articoli ed anche la bellissima collana da cui prende il nome il blog.

Grazie ♥

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