caro 2019
Ces petits riens

Caro 2019

Caro 2019, lo sai che di solito sono abbastanza diretta, ma data la tua imminente partenza direi che è arrivato il momento.
Ma sì dai, il momento in cui, ancora in bilico tra lo zio che urla «ambo» al 1° numero della tombola ed innumerevoli messaggi di «anche a te e famiglia», ci si ferma a riflettere con calma sull’anno che giunge al termine.
E quindi caro 2019, ecco che è arrivato anche il tuo turno.

Partiamo dal presupposto che sei stato un anno abbastanza strano.
Sei iniziato veramente di merda, ma proprio tanto eh, e subito ho pensato «ecco, ci risiamo».
Ho pianto tanto e mi stupisco sempre di quante lacrime riesca ancora a versare, ma forse anche io come Di Maio sono fatta per il 90% di acqua, quindi praticamente sono fottuta.

Ad ogni modo, mi hai fatto toccare il fondo ancora una volta già dal 1° giorno, così mentre tutti festeggiavano, io avevo l’affanno.
Ma ci sto facendo le ossa, ormai sono una specie di guerriera, e in più in mio soccorso è arrivato il Kintsugi.
Lo sai cos’è, caro 2019?

caro 2019 kintsugi

Letteralmente “riparare con l’oro“, è una pratica giapponese per riparare oggetti in ceramica rotti, utilizzando l’oro o l’argento liquido per saldare assieme i frammenti.
Questa tecnica ha origine dall’idea insomma, che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

Ecco, caro 2019, come tutti i tuoi predecessori (quegli stronzi) anche tu all’inizio mi hai fatto sentire così, un vaso rotto da riparare.
Ma poi qualcosa è cambiato, mi sono nuovamente rimboccata le maniche, ho fatto le valige e sono tornata nel mio posto sicuro.
Non è stato semplice neanche questa volta, perché quando sei in mille pezzi è difficile ricostruire ogni volta tutto d’accapo: potrebbe uscire una schifezza o addirittura non uscire proprio più nulla.

Così ho preso l’oro e l’argento e insieme a chi mi ama, abbiamo con pazienza saldato di nuovo, scheggia dopo scheggia, i miei pezzi rotti.
E tu, caro 2019, mi hai insegnato proprio questo: che posso essere comunque bella anche se ho tante crepe.

E poi che dire ancora.
Forse forse qualche altra cosuccia te la potevi pure risparmiare eh, ma adesso sto tirando le somme e non posso non pensare anche ai bei momenti.

Mi hai inondato di amore e di risate e di momenti indimenticabili.
Di affetto, calore, amici (vecchi e nuovi), abbracci, pezzi di famiglia romana.
Ho imparato a cucinare delle nuove prelibatezze, mi sono buttata in progetti che mai avrei pensato di fare, sono uscita tante di quelle volte dalla mia comfort zone che ormai ho dovuto allargarla di parecchi km.
Ho scritto tanto, ho iniziato ad andare in palestra (e stranamente non mi fa del tutto schifo) e con immensa felicità, sono anche tornata a leggere una valanga di libri.

In questo anno, caro 2019, ho scoperto che devo credere un po’ di più in me stessa, perché se non lo faccio io per prima, allora nessun altro lo farà.
Ho deciso poi (anche se devo decisamente migliorare su questo punto) di abbracciare la filosofia di vita siciliana del futtitinni, che vuol dire: prendi la vita alla leggera, pensa solo alle cose importanti e non sprecare tempo dietro alle cose e alle persone inutili per cui non ne vale la pena.
In altre parole: FREGATENE!

Perciò sì, caro 2019, hai tolto e hai dato, ma ormai siamo agli sgoccioli e sento che è il momento dei saluti.
Grazie, buon viaggio e…. ah sì, ti sarei molto grata se magari potessi mettere una buona parola con quello che verrà dopo di te.
Sì insomma fagli un bel discorsetto.

Sai com’è, l’oro e l’argento da fondere iniziano a scarseggiare e non vorrei proprio dover iniziare questo 2020 con una rapina.

caro 2019 motivation

 

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