Trova la tua luce.

“Perché scrivi solo cose tristi?”
“Perché quando sono felice esco.”

Non si sa se queste frasi siano da attribuire a Luigi Tenco o a Bruno Lauzi, ma ricordo che quando le lessi per la prima volta mi colpirono tanto.
Sono sempre stata una bambina che scriveva tanto, perché mi sentivo più a mio agio dietro ad un foglio bianco e con una penna in mano, piuttosto che occhi negli occhi.
Scrivevo di pensieri tranquilli e felici, anche perché la cosa più triste che mi è accaduta da piccola credo sia stata cadere sull’asfalto inseguita da mio fratello, sfracellandomi le ginocchia rovinosamente.

Poi sono diventata un’adolescente ed i pensieri tranquilli hanno lasciato il posto a quelli più incasinati.
Mi dicevo che la vita era stata un po’ stronza con me per un paio di cosette, e quindi scrivevo e riempivo diari, agende, quaderni e qualunque cosa mi capitasse a tiro, fondamentalmente per non mandare tutti a fanculo ma anche perché mi sentivo meglio se buttavo su quel foglio tutti i miei pensieri.
Mi sentivo più leggera e ne avevo bisogno.

Poi ero una giovane donna e pensavo che i momenti bui facessero un po’ parte di me, forse era necessario essere un po’ tormentati per poter scrivere decentemente qualcosa, perché quando ero felice effettivamente uscivo.

Qualcosa è cambiato quando mi sono innamorata, perché non ero sicura che si capisse quanto il mio cuore fosse pieno di gioia, così al posto di uscire e basta, ho iniziato a scrivere anche quando ero felice.
Buttavo giù le parole più belle che avrei voluto regalargli e dispensavo con parsimonia e attenzione i miei pensieri.

Ora vado verso i 30, mi chiamano “Signora” solo i bambini maledetti al supermercato a cui vorrei fare uno sgambetto, quindi diciamo che sono ancora una giovane donna va’.
Ho creato questo spazio solo per pensieri felici ma mi sono ricordata che io in realtà sono anche pensieri tristi.

Sono in un momento indefinibile, mi sento come quando le mie ginocchia hanno strisciato sull’asfalto macchiandolo di urla e sangue, come quando dovevo scrivere per essere leggera.
M. è a pochi passi da me che lavora al pc, e so che nonostante tutto, sono una persona molto fortunata ad avere lui che non mi fa cadere per davvero, e che sente tutti gli sfoghi contro le persone che voglio mandare a fanculo.
Sono tante e lui è un grande ascoltatore, bisogna ammetterlo.

Oggi quindi scrivo cose un po’ tristi, perché questa voglia di far vedere quanto il mondo sia super fantastico e scintillante sempre e comunque, stride con quello che sento, con la trasparenza che ha sempre contraddistinto questo percorso online.

Oggi quindi scrivo cose un po’ tristi, perché mi sono ricordata le parole di un altro grande uomo.
“La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce”.

Il grande uomo è Albus Silente, non so se mi spiego.
E io vado di là, a cercare un benedetto interruttore.

 

 

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